Premi "Invio " per saltare al contenuto

Efficacia, costo, tempi di distribuzione: che cosa sappiamo del vaccino Oxford-AstraZeneca



coronavirus

I migliori risultati sono stati ottenuti inoculando ai volontari una mezza dose dose di vaccino, prima di utilizzare una dose completa un mese dopo

Un laboratorio dell’Università di Oxford che lavora al vaccino anti-Covid (Epa)

I migliori risultati sono stati ottenuti inoculando ai volontari una mezza dose dose di vaccino, prima di utilizzare una dose completa un mese dopo

3′ di lettura

Dopo Pfizer-BioNTech e Moderna negli Usa, vede il traguardo anche il primo vaccino europeo. La multinazionale britannica AstraZeneca ha infatti annunciato che il suo vaccino per il nuovo coronavirus, sviluppato insieme all’Università di Oxford, ha mostrato un’efficacia media del 70% nella protezione contro il virus in due segmenti di studio. Alti livelli di rispondenza, ha detto, sono giunti dalle analisi in Gran Bretagna e Brasile e non ci sono stati casi di malattie importanti o ospedalizzazione nei partecipanti al test che hanno ricevuto il vaccino.

Efficacia fino al 90%

Più in dettaglio, i risultati del vaccino Covid-19 sviluppato dall’Università di Oxford e AstraZeneca con l’Irbm di Pomezia, combinano i dati di due diversi dosaggi: un regime, somministrato a circa 2.700 persone, ha mostrato un’efficacia del 90%, mentre un altro, somministrato a quasi 9.000 persone con due dosi piene a distanza di un mese, ha mostrato un’efficacia del 62 per cento. I migliori risultati sono stati ottenuti inoculando ai volontari una mezza dose dose di vaccino, prima di utilizzare una dose completa un mese dopo. Sarà quest’ultimo il vaccino che verrà commercializzato al pubblico.Si è evidenziata la massima tolleranza per gli anziani.

Loading…

Gli altri vaccini

I risultati si confrontano con i dati di Moderna, che ha affermato che il suo vaccino ha impedito al 94,5% dei partecipanti allo studio di ammalarsi, secondo i primi dati. Pfizer, che sta lavorando con il partner tedesco BioNTech, ha detto che il suo vaccino ha prevenuto il 95% delle infezioni sintomatiche. Astrazeneca ha precisato che non ci sono stati eventi avversi gravi per la salute e il vaccino è stato ben tollerato in entrambi i gruppi di dosaggio. Non ci sono stati casi gravi di Covid-19 nello studio e nessun partecipante è stato ricoverato in ospedale.

Più economico dei vaccini Pfizer e Moderna

Nonostante la minore efficacia, il vaccino britannico presenta alcuni vantaggi in termini di distribuzione. Il vaccino Astra-Oxford può essere mantenuto sempre alla temperatura del frigorifero, il che renderebbe più facile il trasporto e lo stoccaggio a livello globale, in particolare nei paesi a reddito medio e basso. Il vaccino di Pfizer viceversa deve essere trasportato e conservato a -70 gradi mentre quello di Moderna può stare alla temperatura del frigorifero per un massimo di 30 giorni. E avrà anche un costo potenzialmente inferiore, cioè 2,80 euro per dose contro i 19,50 dollari del vaccino Pfizer e i 25 del vaccino Moderna.

Disponibili 200 milioni di dosi entro fine 2020

Entro la fine del 2020 saranno disponibili a livello mondiale circa 200 milioni di dosi del candidato vaccino sviluppato dall’università di Oxford, circa il quadruplo rispetto a quello di Pfizer. La produzione raggiungerà 700 milioni di dosi già entro il prossimo marzo. Lo ha detto nel corso d’una video-conferenza Pam Cheng, vicepresidente del colosso farmaceutico AstraZeneca, partner dell’ateneo britannico assieme all’Irbm di Pomezia, spiegando, con il ceo Pascal Soriot che, attraverso una rete di 20 centri di produzione sparsi nel mondo, sarà possibile sfornare nel 2021 da 100 a 200 milioni di dosi al mese per il mercato internazionale. Il Regno Unito ha già prenotato 20 milioni di dosi del prototipo di Oxford per fine anno, e altre 70 milioni entro la primavera.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *