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dopo 7 anni condannato per maltrattamento il padrone- Corriere.it


arrivata mercoled 18 novembre, dopo sette anni, la condanna del Tribunale di Palermo nei confronti del proprietario di un giovane cane per maltrattamento di animali. Come si legge nelle motivazioni, per crudelt o comunque senza necessit l’uomo aveva lasciato l’animale rinchiuso in stato di abbandono dentro un appartamento e senza provvedere alla sua alimentazione, lo aveva sottoposto a sevizie, comportamenti, fatiche insopportabili.

Abbandono e incuria

La storia risale al 2013: l’animale era stato fotografato sul cornicione di un balcone a Palermo, ma nessuna denuncia era stata sporta da parte degli abitanti del palazzo o dei vicini. Paride, un giovane volontario Enpa residente in citt, aveva deciso di andare a verificare di persona la veridicit della notizia circolata sui social network. Trovando un giovane meticcio dal manto bianco e miele, provato anche dalla fame. Il volontario aveva cos avvertito le forze dell’ordine e presentato denuncia. I vigili del fuoco non erano riusciti a raggiungere l’animale con la scala ed erano stati costretti a sfondare la porta. Nell’appartamento erano stati trovati escrementi, cibo buttato per terra, mobili distrutti. L’animale, abbandonato e spaventato, preso dal panico, si era gettato dal balcone. Inutili erano stati i tentativi di rianimarlo. Il proprietario dell’animale era stato, quindi, rintracciato e aveva affermato di aver dato incarico di prendersi cura del cane a una terza persona che per non sar mai nominata o identificata all’interno del processo.

Omert e indifferenza

Oggi, a distanza di 7 anni, il Tribunale di Palermo ha condannato l’uomo ad una multa di 8mila euro e a risarcire le spese legali. Purtroppo non possiamo gioire – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa -, perch la sofferenza che ha dovuto provare quel cane nei suoi ultimi mesi di vita inaccettabile. Lasciato morire di fame, rinchiuso in quella casa ridotta a letamaio. Il balcone era talmente stracolmo di immondizia e rifiuti che il cane non aveva lo spazio. Senza dimenticare di condannare anche l’omert e l’indifferenza di chi non ha mosso un dito, superata solo grazie all’aiuto dei social.

18 novembre 2020 (modifica il 18 novembre 2020 | 16:34)

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