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Dibattito finale Trump-Biden: scontro più civile ma vince la noia



ServizioELEZIONI USA

Il presidente mette in difficoltà il rivale sugli affari del figlio Hunter in Ucraina e Cina. Trump non convince sulla gestione della pandemia e sulla separazione delle famiglie degli immigrati

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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Il presidente mette in difficoltà il rivale sugli affari del figlio Hunter in Ucraina e Cina. Trump non convince sulla gestione della pandemia e sulla separazione delle famiglie degli immigrati

6′ di lettura

NEW YORK - Novanta minuti di dibattito. Questa volta educato, civile. Con pochi colpi bassi. Ma anche monocorde e noioso a tratti. Il terzo e ultimo duello tv prima delle elezioni americane tra Donald Trump e Joe Biden si è svolto nell’auditorium della Belmont University a Nashville, in Tennessee, in presenza, dopo la guarigione di Trump dal coronavirus. Entrambi i candidati si sono sottoposti a un test del Covid-19 prima del dibattito e sono risultati negativi. La nuova formula stabilita dalla commissione per i dibattiti presidenziali prevedeva nei primi due minuti di risposta di un candidato la chiusura del microfono del rivale. Per evitare il caos e le risse come nel primo dibattito il 29 settembre.

Sei argomenti divisi in blocchi da 15 minuti (che non sono stati rispettati): l’emergenza del Covid-19, le famiglie americane, le divisioni razziali, i cambiamenti climatici, i problemi di sicurezza nazionale, la leadership. I parenti e gli ospiti di Trump e di Biden presenti nell’auditorium non potevano applaudire e indossavano tutti la mascherina. Due candidati due visioni del paese. Trump, 74 anni, è quello che aveva più da guadagnare dal dibattito, dopo aver perso gli altri due, nella sua corsa per conquistare i voti degli indecisi negli stati in bilico. Biden, 77 anni, da mesi in testa in tutti i sondaggi nazionali, che in questo scontro tv doveva solo fare attenzione ai passi falsi. Che ci sono stati. In diverse occasioni ha balbettato le risposte, si è bloccato con una evidente fatica a stare nel ritmo televisivo, rispetto a Trump grande comunicatore che questa volta ha frenato la sua irruenza verbale.

La distanza tra i due candidati nella media degli ultimi sondaggi nazionali è del 7,9%, con Biden sempre in vantaggio. Ma Trump sta riducendo lo scarto. E secondo alcuni sondaggi diffusi dal comitato elettorale dello stesso Biden per chiedere maggiori sostegni agli elettori, Trump sarebbe in vantaggio seppur di poco in Michigan, Arizona, Florida e Ohio.

La giornalista Kristen Welker che ha moderato la serata prima di iniziare ha chiesto ai due candidati di non parlare uno sull’altro. Trump come detto è stato alle regole. Ha aspettato il suo turno, ma comunicava lo stesso con il linguaggio non verbale, le facce i gesti mentre Biden parlava. Il presidente ha attaccato Biden sui rapporti di affari del figlio Hunter in Ucraina e in Cina. Il candidato democratico è apparso poco convincente con le sue spiegazioni ma lo ha messo all’angolo quando ha tirato fuori la storia delle dichiarazioni fiscali di Trump mai rese pubbliche il conto corrente segreto in Cina appena scoperto. Trump non ha convinto nelle sue risposte sulla gestione del coronavirus e sulla sanità, sul clima e sul sostegno agli afroamericani. Anche se si autodefinito il presidente che ha fatto di più per la gente nera dopo Abramo Lincoln. Biden lo ha apostrofato come “uno dei presidenti più razzisti della storia moderna”. Sugli immigrati la giornalista ha chiesto il perché delle politiche dell’amministrazione Trump che dividono i bambini dai genitori clandestini. Questa settimana è stata pubblicata la notizia di circa 500 bambini che non sanno dove sono i genitori. Biden ha detto che “è un crimine, è un crimine”. La risposta di Trump sulla separazione dalle famiglie lascia senza parole: “I bambini ora sono più puliti e più curati”.

Sul coronavirus Trump ha detto che “i vaccini contro il virus cinese saranno pronti tra poche settimane, e saranno distribuiti dai militari. Questo è un problema mondiale”. La stessa domanda a Biden che ha ricordato i 220 mila morti americani e le stime di altri 200 mila entro l’inverno. “Solo mettendo le mascherine e rispettando le distanze si potrebbero ridurre enormemente. Ma Trump non ha un piano, la risposta di questo presidente è stata tragica. In tanti continuano a morire perché non ha preso sul serio il virus. Un presidente responsabile di tante morti non può rimanere al potere”.

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