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Furtada, l’isola dei gatti abbandonata per la pandemia: così i volontari cercano di salvare i felini dalla fame


Furtada un’isola brasiliana a 20 minuti di motoscafo dalla citt di Mangaratiba, abitata da circa 250 felini (spesso abbandonati negli anni dai loro padroni), conosciuta dai locali come Isola dei Gatti. Prima della pandemia i pescatori gettavano sull’isola il pescato non necessario, diversi volontari lasciavano ciotole d’acqua e molti turisti — incuriositi — portavano da mangiare ai gatti. Con il lockdown le persone sono state costrette a mettersi in quarantena e il traffico di barche intorno all’isola diminuito , e con esso il cibo e l’acqua, come riporta Chron. Alcuni attivisti — come i membri di Animal Hearts Protectors — si sono, cos, mobilitati compiendo viaggi settimanali sull’isola per portare cibo ai felini. Alcuni pescatori — raccontano — ci hanno anche detto di aver visto alcuni animali cibarsi dei loro simili per sopravvivere, spiega Jorge de Morais, 58 anni.

(Ap/Silvia Izquierdo)

Distributori di acqua e cibo

I volontari si sono attivati non solo per chiedere donazioni alle imprese locali, ma anche installando rudimentali distributori di cibo e acqua. Alcuni trasportano i gatti a terra in caso di necessit, per trattamenti o interventi chirurgici. Cercano anche di trovare qualcuno che li adotti e solo se non ci riescono li riportano a Furtada per fare spazio ad altri bisognosi di cure mediche. I gatti che sono stati abbandonati di recente sono pi socievoli, possiamo avvicinarli e accarezzarli, ha detto Joice Puchalski, il coordinatore del gruppo di volontari. Diversa la situazione per quelli selvaggi, che restano nascosti.

(Ap/Silvia Izquierdo)

Difendersi da vipere e cacciatori

I circa 250 gatti fanno risalire le loro origini a una coppia di residenti dell’isola che circa due decenni fa si ritir sulla terraferma, lasciando sull’isola i loro due felini. Le autorit hanno cercato — negli anni — di trovare dei modi per impedire alle persone di abbandonare gli animali sull’isola. un crimine, spiega Karla de Lucas, che sovrintende alla protezione degli animali nello stato di Rio, ricordando come il mese scorso il Congresso abbia anche approvato una legge che aumenta le pene per i maltrattamenti di cani e gatti, fino a cinque anni di carcere. Non ci sono sorgenti d’acqua sull’isola — conclude — ma non bisogna nemmeno dimenticare che i pericoli maggiori sono le vipere. Anche le lucertole sono un pericolo per i gattini appena nati, oltre che gli scogli sui quali vengono gettati quando vengono abbandonati. Altri, infine, sono usati come bersaglio dai cacciatori, che a volte colpiscono senza uccidere. Insomma, abbiamo davvero bisogno di qualcuno che possa cercare di sanare questa criminalit che, per noi, crudelt.

(Ap/Silvia Izquierdo)

15 ottobre 2020 (modifica il 15 ottobre 2020 | 14:39)

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