Premi "Invio " per saltare al contenuto

Napoli, Gattuso e il suo metodo


Giovedì la super sfida con l’Atalanta di Gasperini. Ma da Milik a Lozano e Younes, Rino ha recuperato tutti i malcontenti

La saggezza è un valore che accompagna la vita di Rino Gattuso. Lavoro e sacrificio sono il mantra con cui ha rivoltato completamente il Napoli, riportando una somma di clan formati da giocatori con la valigia pronta, in un gruppo motivato capace di vivere un’estate da ricordare. Certo l’impresa di conquistare un posto in Champions è complicata, visto che l’Atalanta non perde un colpo, ma proprio nel confronto di Bergamo, giovedì, la squadra azzurra è chiamata a un nuovo esame che sondi la compattezza del gruppo.

Inflessibilità

—  

È quella che il “Metodo Gattuso” prevede per gli allenamenti. “Nessuno deve permettersi di rovinare una seduta. Se non te la senti non ti alleni. Per rispetto al gruppo e ai compagni che danno il massimo”. Il tecnico lo ha sbattuto sui denti prima ad Allan e poi a Lozano. Viste anche le implicazioni di mercato di due possibili partenti, si era pensato a delle rotture. Invece il “Metodo” non prevede rancore, ma punizione immediata e lezione chiara: vai a farti la doccia, se capisci e domani cambi atteggiamento è tutto finito e sei nel gruppo. Esattamente quello che è accaduto, con Allan tornato disponibile e soprattutto con un Lozano trasformato. In gol a Verona e brillante anche nel finale di partita con la Spal il messicano sembra rinato.

Arma in più

—  

In una sfida che si preannuncia spettacolare con l’Atalanta, Gattuso conta di usare al meglio tutte le proprie risorse. E se l’attacco nerazzurro è micidiale, dietro qualcosa concede la squadra di Gasperini. E in corsa possono entrare gente come Milik (decise già l’ultima sfida a Bergamo con un gol nel finale, il 3 dicembre 2018) e lo stesso Lozano che sta ritrovando quella velocità micidiale che convinse il Napoli l’estate scorsa a scommettere su di lui con il più oneroso investimento di De Laurentiis, quasi 50 milioni.

Tutti preparati

—  

E poi il “Metodo Gattuso” prevede anche che ogni giocatore partecipi a tutte le esercitazioni tecnico-tattiche così che quando entri in campo sappia cosa fare. Se Maurizio Sarri certi meccanismi di gioco – visti solo a Napoli – riusciva a esaltarli solo con 12-13 giocatori, Gattuso cerca di allargare a tutta la rosa i concetti per sfruttare al meglio ogni potenzialità. E un esempio concreto arriva da Amin Younes. Ai margini della squadra da gennaio, dopo che aveva rifiutato l’opportunità di andare in prestito in altre squadre, fuori numericamente dalla lista Champions, eppure capace di entrare contro la Spal e segnare dopo manco un minuto con un bel movimento, sincronizzato coi compagni. Ecco certi gesti non si possono improvvisare. E la rete del 3-1 domenica del Napoli dimostra l’efficacia del “Metodo Gattuso”.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *