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Israele, Netanyahu incriminato per corruzione



In presenza di un governo deputato solo agli affari ordinari, la commissione chiamata in causa non può potenzialmente operare. Bisognerà dunque attendere mesi, probabilmente a tarda primavera, almeno fino a che un nuovo governo non si insedi, venga nominata la commissione e questa inizi ad operare.

E nel frattempo? Secondo molti esperti costituzionalisti, Bibi, il politico più longevo di Israele, in teoria potrebbe anche andare avanti e organizzare una campagna elettorale che, qualora decidesse di non rinunciare alla sua ennesima candidatura, si preannuncia caldissima. D’altronde Netanyahu, al Governo ininterrottamente dal 2009, è un personaggio ancora molto amato da una buona parte della società israeliana.

Secondo la legge israeliana, peraltro, un primo ministro è tenuto a dimettersi solo se viene condannato in via definitiva. Quindi può rimanere in carica durante tutto il procedimento legale, inclusi i ricorsi.

Molti suoi sostenitori non credono alle accuse. E chi ci crede, preferisce citare le conquiste di Bibi, come la sicurezza e i 10 anni consecutivi di crescita economica con il Pil a una media annua superiore al 3 per cento.

Ma quali sono i reati che potrebbero sancire la fine dell’era Netanyahu?Si tratta di tre inchieste: Caso 1.000, Caso 2.000 e Caso 4.000. Nel Caso 1000 Netanyahu è sospettato di aver accettato regali da businessman in cambio di favori. Nel Caso 2000 il premier uscente è invece accusato di aver avuto contatti con l’editore del quotidiano israeliano “Yediot Ahronot” al fine di avere una copertura a lui favorevole (in cambio Netanyahu si sarebbe impegnato a far ridurre la tiratura di un quotidiano concorrente). Questi primi due casi contemplano le accuse di frode e abuso di ufficio.

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